IMMEMORE
- Si raccolse una volta un'ansiosa, notturna assemblea di falene, perché tutte anelavan sapere che cosa mai fosse la fiamma. Qualcuno - dissero - vada e ci rechi notizia di ciò che ignoriamo. Ed una di loro si mosse e volò a luminosi palazzi e vide lampade accese di là rischiaranti la notte, e veloce tornò per narrare l'arcana remota visione. Ma no, non è questa la luce - fu detto - la luce che andiamo cercando. Altri vada e s'inerpichi fino alla fonte. Così un'altra falena si mosse volando al suo trepido viaggio e ancor più vicino si fece alla lucida lampada ardente, ma indietro di là, la respinse quell'alito caldo di fiamma e con piccola messe d'arcano riprese la via del ritorno. Non è questo - fu detto - non questo che andiamo cercando. Mosse allora una terza falena e sbatteva le ali frementi ed ebbra era e lieta, ed ansiosa di perdersi dentro la luce, e venne in abbraccio d'amore ad unirsi alla vivida fiamma e, fusa col lume in un'unica vampa, fu fatta colore di fuoco. Così da lungi la vide l'ignara perplessa assemblea e a un tratto comprese come non possa narrar della fiamma se non colui cui per sempre si neghi dal fuoco il ritorno, perché solo l'immemore sa, solo chi brucia conosce.