- Il fallimento è parte della vita; se non fallisci, non apprendi e se non apprendi non cambi.
- Abbiamo bisogno del fallimento per arrivare a toccare il punto più basso il cui superamento significa l’inizio della guarigione. Quel punto è lo stato di umiltà. Nasciamo con una potente capacità di autoinganno che ci impedisce di vedere davvero chi siamo. Ma quando sperimentiamo il fallimento, il velo viene strappato e ci troviamo faccia a faccia con la realtà. Siamo umiliati, gettati in terra — humus da cui deriva humilitas. Il fallimento, allora, può essere spiacevole ma se lo metabolizziamo ci trasforma. Se come risultato di questa esperienza arriviamo a comprendere meglio la nostra situazione, la nostra precarietà, siamo già sulla strada della guarigione. Questo è progresso spirituale.
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sabato 5 luglio 2008
FALLIMENTO
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