domenica 18 marzo 2007

RESILIENZA

  • Indica la capacità dell’individuo di superare e di trarre forza da eventi stressanti e traumatici.
  • Capacità di trasformare situazioni oggettivamente sfavorevoli in occasioni di cambiamento vantaggiose per la propria evoluzione verso la piena realizzazione di sé e della propria felicità. 
  • La resilienza è associata alla perseveranza, alla creatività, all’empatia e al pensiero positivo e si basa sul presupposto che tutto serva, tutto contiene un messaggio prezioso, tutto rappresenta una possibilità evolutiva, anche se nell’emergenza della sofferenza è difficile individuarla.
  • Gli individui resilienti si pongono rispetto alla realtà in modo attivo: la inventano, la costruiscono, la adattano a sé e, tra i molteplici significati degli eventi, selezionano sempre quello più positivo.
  • La resilienza non è una caratterista genetica, ma un’opportunità che tutti gli esseri umani possono cogliere lavorando su l’unica variabile che possono veramente controllare: il proprio pensiero.
  • Il resiliente usa tutti i colori della tavolozza del proprio cervello. Il non resiliente, si limita al grigio e al nero: i primi saranno persone serene ed equilibrate, i secondi, alteri guardiani del proprio ergastolo mentale da loro stessi inflitto.
  • Per sviluppare questo straordinario stile di pensiero, occorre prima di tutto assumere per quanto possibile un atteggiamento aperto e non giudicante rispetto a se stessi, agli altri e al mondo. E’ il passo più difficile, dato che definizioni rigide della realtà rappresentano per molti una barriera contro la sua complessità e un tentativo di controllarla illusoriamente.
  • Eliminare del tutto pregiudizi e convinzioni limitanti è però utopistico: si può al limite diventarne consapevoli e cercare di arricchire il proprio punto di vista di alternative diverse da quelle offerte dall’abituale approccio alle cose, quello che consideriamo spontaneo ma che è soltanto il frutto di una combinazione di esperienze e di apprendimenti, a volte inconsci, non sempre funzionali. A cosa serve giudicarsi sbagliati, tristi, sfortunati? A cosa serve pensare che un problema sia irrisolvibile? A cosa serve piangere sul latte versato? Qual è l’utilità del pensare che il mondo sia un luogo pieno di insidie? Si tratta di giudizi, di visioni della realtà certamente vere, ma non più di altre di segno opposto che però aprono la strada alla resilienza, alla soluzione strategica e creativa dei problemi e alla costruzione di un equilibrio nuovo.
  • La resilienza psicologica non è semplice “pensiero positivo”, consiste nell’accompagnare il pensiero positivo all’azione con perseveranza, anche nelle situazioni più complicate.
  • Apprendere dalle difficoltà senza la pretesa di risolvere subito i problemi e avere un’elevata soglia di resistenza alle frustrazioni.
  • Non possiamo scegliere tutto e a volte ci capitano situazioni in cui ci sentiamo imprigionati. La resilienza, se attivata, è una risorsa miracolosa perché fa leva sull’unico aspetto della realtà su cui possiamo acquisire molta libertà: il pensiero.
  • Selezionare i pensieri e buttare via tutti quelli che non servono o che lasciano un problema immutato o lo peggiorano.
  • Le persone resilienti sanno che accettare significa comprendere, affrontare e non darsi per vinti.
  • E' una risorsa indispensabile insieme all'autostima per crescere affrontando la vita a testa alta.
  • Essere resilienti non è resistere a tutti i costi ma sapersi piegare al dolore quando necessario per poi rialzarsi.
  •  La persona resiliente è capace di accettare il dolore e, invece di farsi sopraffare da esso, ha scelto di imparare.
  • Queste persone sanno che costruirsi uno scudo e proteggersi dal dolore non sempre funziona, poiché fuggire le allontanerebbe dalla possibilità di capire cosa sta succedendo e di crescere.
  • Tutti hanno le loro battaglie da combattere e le loro armi per affrontarle, bisogna solo capire quali sono.
  • La resilienza è una qualità che può essere appresa ed allenata. In effetti dovrebbe essere una materia ufficiale nelle scuole. Vale sempre la pena imparare nuove strategie per migliorare e continuare a crescere, e la resilienza è quella capacità che ci permette di essere forti nonostante la violenza con cui il vento ci colpisce, di adattarci al meglio agli squarci provocati dalle perdite, dalle delusioni, dai traumi e dai fallimenti.
  •  E' necessario gestire in modo adeguato i propri pensieri e le proprie emozioni: inserirli nel canale corretto per poterli controllare è fondamentale.
  • Le persone resilienti sono come i giunchi: sono flessibili quando il vento si abbatte con forza su di loro. Sanno che andare contro le circostanze farà perdere loro energie e preferiscono mantenere la mente aperta di fronte alle diverse opinioni e situazioni.
  • Le persone resilienti sanno che accettare è sinonimo di progresso e cambiamento. Perché solo quando accettiamo ciò che ci succede possiamo iniziare a lavorare per migliorarlo; se, invece, lo neghiamo, non facciamo altro che conferirgli più vigore.
  • Le persone resilienti prendono le distanze dalle credenze, dai pregiudizi e dalle insicurezze del passato, si vestono con nuovi abiti che li accompagnano nei momenti di cambiamento. Non si adattano per rassegnazione, bensì perché sanno che esistono altri mondi distinti, che non sono sbagliati solo per la loro diversità.
  • Le persone resilienti sanno individuare le loro debolezze e i loro punti di forza e sanno farne uso quando necessario.
  • Utilizzano la loro voglia di lottare, la loro motivazione, le loro abilità e il loro sforzo come motore per andare avanti. Ma soprattutto rispettano se stesse e si curano, perché sanno che conoscersi è il passo fondamentale per crescere e costruire relazioni sane con gli altri.
  • Ogni persona è un’isola, in un senso molto reale e può costruire ponti verso altre isole solo se desidera davvero essere se stessa e se è disposta a permetterselo.